Archivio per la categoria ‘Religione? Più male che bene!’

L’uomo alla ricerca di un protettore

27 Marzo, 2008

Penso sia abbastanza facile intuire quali siano state le condizioni di vita in cui vissero i primi uomini sulla terra molte migliaia di anni fa.

Altro che giardino terrestre con tutte le delizie ed il Signore che facesse loro da balia!

Nel lontanissimo passato, con un cervello primitivo ed un aspetto animalesco, essi saranno andati alla ricerca di cibo (frutti e piccoli animali da cacciare), muniti di robusti bastoni, sempre guardinghi per difendersi dai predatori, con maggiori probabilità di successo se in gruppo, senza mai allontanarsi troppo da un rifugio, un albero o caverna che fosse. Avranno scelto per la notte una caverna piccola ed asciutta, con un foro non tanto grande che consentisse di chiudersi all’interno nella speranza di non essere sopraffatti nel sonno. Il buio con tutte le sue insidie sarà stata la loro ossessione, la luce, la liberazione da un incubo. (continua…)

Pregiudizio e realtà

27 Marzo, 2008

Quanto vado sostenendo può sembrare un esasperato ingiustificato mio pregiudizio da imputarsi ad una personale, ostinata insofferenza verso la chiesa piuttosto che ad una realtà oggettivamente riscontrabile. Si direbbe cosa c’è di male nell’operato della chiesa dato che non fa altro che predicare in modo instancabile la via della virtù e del bene ed ammonire gli uomini a non lasciarsi sopraffare dal demonio? (continua…)

Ricchezza e povertà

19 Marzo, 2008

E’ mia convinzione che ricchezza e povertà appartengano al dualismo degli opposti come il bianco ed il nero, il bene ed il male, il finito e l’infinito per cui esiste ineluttabilmente l’una in quanto esiste l’altra, anche se caratterizzata da un rapporto matematico variabile che, sotto la spinta di componenti pressorie colossali, in un’economia mondiale oramai globalizzata, sfugge al controllo del singolo.

La ricchezza e la povertà sono legate alla natura dell’uomo ed alle sue valenze intellettive, ragion per cui sono destinate a modulare in futuro le sue condizioni di vita, come lo è sempre stato per il passato. L’eguaglianza è un punto quasi inafferrabile di equilibrio, fugace ed incerto; tutto il resto è squilibrio, in più o in meno. (continua…)

Guerra e pace

19 Marzo, 2008

Con l’occasione della visita a Saint Louis il Papa, ignorando la storia, ha avuto da ridire anche sullo squilibrio oggi esistente nel mondo per la presenza di un’unica grande potenza ed, in riferimento alle vicende irachene, ha ammonito che bisogna bandire la cultura della guerra, della violenza per avere una pace vera. Parole sante, se non fosse per il fatto che la pace si fa in due, non per volontà unilaterale.

In tutto il mondo ci sono continuamente guerre e guerriglie, mediamente una settantina; ci sono quelle che cessano, quelle che iniziano e quelle che si protraggono.

Io mi domando perché mai il Papa che conosce una ricetta così facile per attuare e mantenere la pace non si presenti lui sui luoghi dello scontro, armato solo del crocifisso e delle buone parole, per far cessare le ostilità in nome della invocata fratellanza umana?

Mi domando perché mai non sia andato lui a liberare il Kuwait dalle armate di Saddam Hussein mentre rullavano i tamburi di guerra. Forse avremmo avuto lo stesso risultato senza i grossi costi anche in vite umane!

La recente visita del Papa in USA mi riporta alla memoria quella di tanti anni fa, compiuta dal gen. De Gaulle, quale presidente della 5^ repubblica francese, nel Quebec francofono, la quale venne molto criticata non solo dai canadesi di lingua anglosassone ma anche dagli altri paesi che vedevano in essa una indebita ingerenza negli affari interni di un altro stato sovrano e, per di più, democratico.

All’epoca, se non vado errato, gli abitanti dell’area di lingua francese rivendicavano l’autonomia amministrativa se non l’indipendenza, ed il gen. De Gaulle andò ospite in casa d’altri ad appoggiare quelle rivendicazioni.

Nessuno tocchi Caino

18 Marzo, 2008

Altro punto su cui la Chiesa Cattolica manifesta disapprovazione e severa condanna, non per motivi tradizionali e teologici ma a seguito di autocritica postuma imposta dai tempi, è la pena di morte prevista in molti paesi, tra cui gli USA. (continua…)