Archivio per la categoria ‘Perchè non sono un credente’

Verità, verosimiglianza e grandi balle

8 Giugno, 2008

Devo dire che nonostante io abbia cercato con tutta la buona volontà di fornire a me stesso un’immagine di Dio e della sua natura che potesse verosimilmente rispondere all’idea di puro spirito, non ho trovato altra risposta che questa: Dio esiste soltanto nella mente degli uomini e più precisamente nella loro fantasia.

Vorrei qui sintetizzare il mio pensiero in proposito. (continua…)

Ragionevole prova d’irrazionalità

8 Giugno, 2008

Vorrei completare il discorso sull’esistenza di Dio traendo spunto da un’obiezione sollevata una volta da un interlocutore, nel corso di una discussione. Veniva eccepito che deve esserci necessariamente qualcosa all’origine dell’universo e dell’ordine razionale che governa l’armonia del tutto e che questo qualcosa non può essere che Dio.

Io risponderei che il mistero esiste ma noi, dati i limiti della nostra intelligenza, non siamo, né saremo mai in grado di dare una risposta sul piano razionale e men che mai ricorrendo alla fantasia. Può esistere qualcosa, ma solo come ipotesi cui non è dato però apportare alcuna conferma valida. (continua…)

Il battesimo e la cresima sono atti nulli

8 Giugno, 2008

Su “La Stampa” dell’1 / 10 / 99 è apparsa una notizia che suona come una novità dei tempi che cambiano, come una presa di posizione dei non credenti i quali, evidentemente ai limiti della sopportazione per l’invadenza della Chiesa Cattolica, sono passati all’azione, richiedendo la cancellazione del loro nome dal registro dei battezzati tenuto dalle parrocchie.

Lo “sbattezzo” verrebbe motivato col fatto che (continua…)

La Chiesa ha nulla da insegnare

30 Maggio, 2008

Il campo in cui la Chiesa Cattolica pretende di dettar legge per tutti, credenti e non credenti, è quello della morale la quale, oltre che essere predicata dal pulpito delle chiese, ha via privilegiata, a dispetto di tutte le altre confessioni, su quella dei media. E’ sempre presente per dare lezione.

La Chiesa Cattolica fa professione di una morale che si pretende dettata da Dio attraverso le sacre scritture, quindi ciò che distingue la morale cattolica da quella laica è che la prima si rifà ai comandamenti divini, mentre la seconda attinge ad imperativi etici dettati dall’intelligenza, dalla coscienza e dalla sensibilità dell’uomo.

Orbene, dato che Dio è per definizione della chiesa perfezione assoluta, sapienza, giustizia e bontà infinita ci si aspetta che ciò che è scritto nella Bibbia sia moralmente ineccepibile in quanto emanazione divina a differenza della morale laica che è frutto di una lenta anche se continua evoluzione del pensiero umano.

Ma c’è di più. (continua…)

La divina commedia è quella che si recita tutti i giorni

30 Maggio, 2008

Credo che la Divina Commedia sia, nel suo genere, tra le opere letterarie in versi la più grandiosa, oltre che per la dimensione del poema, per gli spunti culturali che spaziano un po’ in tutti i campi dello scibile umano. Dante Alighieri, il quale rappresenta certamente un’epoca in cui il sentimento religioso era l’elemento pregnante di tutte le manifestazioni della vita, immagina con la sua fantasia di compiere un viaggio attraverso l’Inferno ed il Purgatorio in compagnia di Virgilio ed attraverso il Paradiso in compagnia di Beatrice.

La figura del compagno di viaggio è indispensabile nell’opera per rendere possibile quel dialogo che in teatro si stabilisce tra il comico e la sua spalla per provocare le battute tanto apprezzate dal pubblico. (continua…)