Crescete e moltiplicatevi

By werehamster

Di contraccettivi, salvo il mertodo Ogino-Knaus ammesso solo dopo molte resistenze, neanche a parlarne.

Secondo il Vaticano l’uomo deve seguire la via della virtù e non cedere alla spinta dell’istinto e dei sensi, nell’assurda pretesa di un’astensione eroica che è talmente fuori dell’aspirazione e della realtà umana da rasentare il pazzesco. Il credente che non è fesso ascolta senza batter ciglio ma poi all’atto pratico (non tutti) fa di testa propria, secondo quanto dettato dal buon senso. Consci, almeno in Italia, delle grosse responsabilità che derivano dalla messa al mondo di molti figli, molti cattolici programmano la crescita familiare non senza tener d’occhio la disponibilità della borsa e di quanto si sia disposti a sacrificare della propria libertà. Difatti la bassa natalità in Italia, nonché gli esiti referendari sul divorzio e sull’aborto dimostrano chiaramente che certi insegnamenti rimangono inascoltati quasi per reazione ad una certa azione, che diventa doppia e contraria!

Ci sono però molte aree del mondo meno sviluppate, ma, in compenso, di grande arretratezza culturale, ove quei certi insegnamenti fanno presa sull’ignoranza e l’irresponsabilità di una grandissima moltitudine di coppie per cui la scena che appare agli occhi dell’osservatore è di grande sconcerto e desolazione.

Stringe il cuore nel vedere, in paesi del terzo mondo a maggioranza o sotto influenza cattolica, moltitudini di bambini pelle ed ossa, col pancino rigonfio e grossi occhi neri tondeggianti ingigantiti dalla fame cronica, incapaci, per la debolezza, persino di scacciare le mosche che assediano il volto. Ma lo sdegno e lo sconcerto salgono a livelli incontenibili allorché alla visione dei poveri piccoli destinati a morte sicura in breve volgere di tempo, si affianca quella delle madri in gravidanza avanzata, denutrite e smunte anch’esse per la fame e le ricorrenti gravidanze, ma pronte a darne alla luce altri accomunati dallo stesso destino.

Scene del genere non possono che toccare sentimenti di umana pietà per le sofferenze, prima che per la morte, tali da indurre a considerazioni che ispirerebbero ben altri ammaestramenti ed aiuti per contenere, se non per eliminare, il perpetuarsi di veri e propri delitti commessi a letto, ovunque non perseguibili.

Ebbene, il comando divino del “crescete e moltiplicatevi” non si tocca; esso non può essere influenzato dalla umana pietà. Andava bene all’epoca in cui, secondo la Bibbia, la terra andava popolata; va bene adesso che lo è già troppo! La legge del Signore non conosce limiti di tempo e di spazio; essa è eterna, immutabile ed universale. La sofferenza riscatta l’uomo dal peccato e lo avvicina a Dio e, quanto ai fanciulli che soffrono e muoiono per colpa dell’uomo, sono, purchè battezzati, ospiti prediletti del paradiso.

Queste sono le buone parole che la Chiesa Cattolica attraverso i suoi ministri rivolge ai parenti, affranti per la perdita, ma per nulla scoraggiati dal darsi subito da fare per rimpiazzare l’affetto perduto! Gli daremo lo stesso nome si sussurrano operosi nella convinzione di meritare anche la benedizione del Signore!

Chissà se il Papa e tutte le eminenze del Vaticano così soddisfatti del successo che le parole del Pontefice hanno avuto sul governatore del Missouri Mel Carnahan, in occasione del recentissimo viaggio negli Stati Uniti d’America dopo che in Messico, sì da far convertire in ergastolo la pena di morte irrogata al pluriomicida Darrel Mease, reo confesso, si siano anche domandati quanti bambini innocenti siano morti in quello stesso giorno in tutto il mondo cattolico condannati a morte per fame, da una mal concepita battaglia per la vita!

Si legge su “La Stampa” del 27 / 1 / 99 sotto il titolo “La Chiesa non sta con i poveri”, che la popolazione del cattolicissimo Messico è cresciuta negli ultimi 20 anni da 335 a 500 milioni.

Leggo testualmente sull’atlante geografico De Agostani stampato nel 1982 che “nell’anno 1000 la popolazione mondiale era di 300 milioni di individui. Nel secolo scorso essa raggiunse il miliardo. Oggi (cioè solo 24 anni fa) supera i 3 miliardi e 700 milioni. Nel 2000 si prevede che raggiungerà i 7 miliardi e nel 2050 oscillerà tra i 12 ed i 20. Di tutti i problemi che oggi l’uomo si trova ad affrontare il più difficile e persistente riguarda il fatto che la popolazione sta crescendo in modo eccessivo ed incontrollato. Quando si rappresenta graficamente tutta la popolazione della terra, il risultato presenta aspetti paurosi. Le fredde statistiche, anche se estese fino all’anno 2000, non fanno comprendere in pieno gli spaventosi problemi di un mondo sovrappopolato”.

L’America del sud, a prevalenza cattolica e quindi più vicina alle aspirazioni del Vaticano, è attualmente uno dei continenti più poveri ma anche con il più intenso incremento demografico del mondo!

Uno studioso di cui mi sfugge il nome ha affermato alcuni anni fa, parlando dei grossi problemi legati all’inquinamento, che sarebbero guai grossi se tutta la popolazione della terra godesse dello stesso tenore di vita dei paesi occidentali i quali consumano, in risorse energetiche ed alimentari, l’80% di quanto consumato globalmente su tutto il pianeta.

E’ questa una considerazione che, unita alle altre, dovrebbe far riflettere seriamente ed indurre chi ha la possibilità di aprire il frigorifero e trovarvi tutti i giorni ogni ben di Dio, quando ha fame, ad una diversa presa di coscienza verso la dilagante povertà che il mondo meno fortunato conosce nella sua rude crudezza. Dovrebbe almeno far venire qualche crampo allo stomaco a chi, ben pasciuto e seduto dinanzi ad una tavola imbandita, vede scorrere sul televisore le immagini che riportano alla mente distratta la raccapricciante realtà di gente, fatta di grandi e piccoli, che soffre e muore letteralmente di fame, di quella vera che, senza eufemismi, rappresenta già in vita il fantasma della morte in arrivo.

Dovrebbe togliere l’appetito a chi, sazio, predica il crescete e moltiplicatevi vivendo in un mondo profetico fatto di regole, di principi e di valori ispirati, ma che sono lontani mille miglia dalla realtà umana drammaticamente bisognosa, viceversa, di apporti culturali diversi, oltre che di aiuti e di solidarietà civile.

Benché ridimensionata e discretamente fronteggiata dalla cultura laica occidentale, la Chiesa Cattolica rappresenta pur sempre una grave, costante iattura per l’emancipazione della società civile. Tenace ed astuta nell’esplicazione della sua attività religiosa e nella sua naturale aspirazione ad espandersi, ha capito che la povertà è il migliore terreno di coltura se si riesce ad offrire con una mano il pezzo di pane e con l’altra il crocifisso da baciare per rendere grazia al Dio cristiano che come vede provvede. Avendo capito che l’unica via per far penetrare e far assimilare il cattolicesimo è quella di far leva sull’assistenza sociale e l’aiuto economico alle società povere del terzo mondo, soprattutto dell’Africa e dell’America latina, a partire dal Messico fino all’ultimo scoglio del sud, ha mobilitato il numerosissimo esercito di fedeli per raccogliere quanto possibile nei paesi ricchi da chi è in grado di dare (qualunque cosa nuova o dismessa, viveri, medicinali, apparecchiature, denaro, ecc.) e distribuire, attraverso una rete capillare di parrocchie e di missioni sparse nel mondo, gli avanzi di una gestione che non trascuri ovviamente l’esigenza della cassa di casa propria.

Si direbbe meno male che c’è chi fa opera di bene! Perfettamente d’accordo se tutta l’operazione non fosse finalizzata a ben altro scopo, quale quello di fare proselitismo e fare profitto che, in parole povere, significa portare a casa con una mano più di quanto venga poi offerto con l’altra. Per essere chiari, significa che, senza intaccare minimamente il proprio patrimonio, anzi rimpinguandolo, riesce anche a dare l’impressione di essere la più disponibile ad aprire la propria borsa ai bisognosi i quali, sparsi per il mondo, sembrano proprio destinati ad infastidir e dispensar tristezza tra ricchi e semiricchi. Questi, se conquistati dalle opere di bontà verso i loro poveri, ben lieti di avere un’alleata nella difesa delle loro ricchezze diversamente minacciate dalle masse affamate, non disdegnano, a loro volta, se cattolici anche loro, di foraggiare la Chiesa Cattolica con donazioni e, qualora senza eredi, con lasciti che, come già detto, vanno a rimpolpare il già grosso patrimonio ecclesiastico.

In altri termini, si riceve in proprio e si da quello che avanza di quanto ricevuto, non senza conquistare alla fede attraverso una beneficenza e pubblicità gratuita che non conosce uguali.

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