Al noto aforisma della Chiesa Cattolica “ beato chi crede e non vede” si accompagna il corollario secondo il quale per credere bisogna essere toccati dalla grazia divina e per essere toccati dalla grazia divina bisogna credere. E’ un giro di parole che mi richiama alla mente una certa legge sulle migrazioni interne dell’immediato dopoguerra, la quale prevedeva che per ottenere il trasferimento di residenza bisognava dimostrare di avere il posto di lavoro e per avere il posto di lavoro bisognava essere residenti nel luogo in cui ne veniva fatta domanda. (continua…)
Archivio per Marzo 2008
La Bibbia sacra solo di nome
27 Marzo, 2008Diritto di critica e di interpretazione
27 Marzo, 2008Prima di dare l’avvio ad un discorso serio sul tema che stiamo per affrontare, indubbiamente di fondamentale importanza se è stato capace di stimolare l’intelligenza di un’infinità di filosofi, teologi, studiosi che sono venuti alla ribalta in secoli e secoli di storia, credo sia necessario stabilire dei punti fermi su cui far leva onde evitare divagazioni dispersive ed inconcludenti.
E’ necessario altresì stabilire se nella ricerca della verità l’uomo debba far uso o meno della ragione che lo contraddistingue e lo rende superiore a tutti gli altri esseri viventi. Io penso di si, come del resto gli assertori delle verità assolute, se è vero che sono stati scritti da questi fiumi di parole per dimostrare anche razionalmente l’esistenza di Dio e dell’anima. Dato che la rivelazione non ha bisogno di dimostrazioni ma soltanto di qualche giochetto interpretativo, bisogna convenire che sicuramente la voluminosissima letteratura sacra è stata scritta per dimostrare la validità delle argomentazioni poste a base della credenza religiosa e risolvere così in positivo l’enigma avanzato dal dubbio. I nomi famosi di personalità del mondo della cultura che si sono cimentati in proposito non si contano.
Se così stanno le cose, vuol dire che è stata la Chiesa Cattolica stessa a scegliere l’ulteriore campo su cui confrontarsi per dimostrare, attraverso la conferma razionale delle cosiddette verità di fede, la veridicità del proprio assunto. Sono ben lieto di affrontare questo tipo di discorso per dimostrare razionalmente sia l’assurdità delle verità rivelate (rivelazione biblica), sia l’assurdità delle prove poste a base dell’asserita esistenza di Dio e dell’anima (prova razionale). (continua…)
L’uomo alla ricerca di un protettore
27 Marzo, 2008Penso sia abbastanza facile intuire quali siano state le condizioni di vita in cui vissero i primi uomini sulla terra molte migliaia di anni fa.
Altro che giardino terrestre con tutte le delizie ed il Signore che facesse loro da balia!
Nel lontanissimo passato, con un cervello primitivo ed un aspetto animalesco, essi saranno andati alla ricerca di cibo (frutti e piccoli animali da cacciare), muniti di robusti bastoni, sempre guardinghi per difendersi dai predatori, con maggiori probabilità di successo se in gruppo, senza mai allontanarsi troppo da un rifugio, un albero o caverna che fosse. Avranno scelto per la notte una caverna piccola ed asciutta, con un foro non tanto grande che consentisse di chiudersi all’interno nella speranza di non essere sopraffatti nel sonno. Il buio con tutte le sue insidie sarà stata la loro ossessione, la luce, la liberazione da un incubo. (continua…)
Pregiudizio e realtà
27 Marzo, 2008Quanto vado sostenendo può sembrare un esasperato ingiustificato mio pregiudizio da imputarsi ad una personale, ostinata insofferenza verso la chiesa piuttosto che ad una realtà oggettivamente riscontrabile. Si direbbe cosa c’è di male nell’operato della chiesa dato che non fa altro che predicare in modo instancabile la via della virtù e del bene ed ammonire gli uomini a non lasciarsi sopraffare dal demonio? (continua…)
Ricchezza e povertà
19 Marzo, 2008E’ mia convinzione che ricchezza e povertà appartengano al dualismo degli opposti come il bianco ed il nero, il bene ed il male, il finito e l’infinito per cui esiste ineluttabilmente l’una in quanto esiste l’altra, anche se caratterizzata da un rapporto matematico variabile che, sotto la spinta di componenti pressorie colossali, in un’economia mondiale oramai globalizzata, sfugge al controllo del singolo.
La ricchezza e la povertà sono legate alla natura dell’uomo ed alle sue valenze intellettive, ragion per cui sono destinate a modulare in futuro le sue condizioni di vita, come lo è sempre stato per il passato. L’eguaglianza è un punto quasi inafferrabile di equilibrio, fugace ed incerto; tutto il resto è squilibrio, in più o in meno. (continua…)