Di fronte ad una simile situazione di strapotere viene spontaneo chiedersi da che cosa essa possa trarre questa forza coercitiva, fatta non di manifeste materiali ritorsioni o minacce, ma sempre di allettamenti e sorrisi che possono essere di favore o di appoggio ma anche di garbato avvertimento! Vedi figliolo….
Essa cerca con ogni mezzo di conquistarti, ricorrendo, diplomaticamente, sempre al metodo dell’accoglienza ma, se l’avversi, manifesta il suo potere facendoti trovare le porte chiuse dappertutto ma pronte a spalancarsi qualora la pecorella torni all’ovile.
Abbandonato il sistema poliziesco duro perché condannato da una morale e da una cultura diversa, ricorre al mezzo subdolo per il raggiungimento dei fini che le sono propri.
È bene chiarire una volta per tutte che le critiche, forse anche un po’ sferzanti, sono indirizzate alla Chiesa come istituzione, con le sue ricchezze, le sue regole, i suoi principi ed il suo modo di fare politica, non al singolo modesto prete di campagna o di periferia, privo di ambizioni carrieristiche, molto lontano dal lusso e dalle manovre strategiche del palazzo, il quale, animato da un’ardente fede, si prodiga, a volte in grandi ristrettezze, per aiutare e confortare chi soffre. Condanno i generali, non il soldato che ha scoperto la sua vocazione frequentando da bambino l’oratorio ed, intruppato, predica sì, in buona fede, cose in cui io non credo, ma è un uomo buono e tale sarebbe stato anche se non avesse indossato la tonaca. (continua…)